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22 luglio 2014 2 22 /07 /luglio /2014 20:36

Da tempo Jo.

Sfumiamo l'ultima sigaretta senza giudicare il fumo che vola in fretta sulla bottiglia di pensieri ,su questa notte di tregua e d' idiozie, ebbene tu sai che da sempre ci fotte la notte Jo Parlo da sobrio e ti cerco come uno spiker di parole ubriache, sulle note di un temporale di sonno, qui è tutto sempre un mondo in una bugia che si rincorre verso il vero, ma trova solo l'elettrica ipocrisia,sulla radice d'odio e d'emozione li non sfrecci sulla ragione, mentre l'odiato uomo produce il cammino per il giorno d'ore, sai Jo,si inizia sempre, come sempre tutto di mattina non è cambiato il cazzo d' un niente il vento è una corrente ,mentre il petrolio la produce e crea il denaro,mentre chi si danna col sudore insegue il giorno con un sogno ed è forse ubriaco di follia,tu non sai Jo ma la follia ora è il comune sociale odierno, che si vanta nel credere di fottere, il comune sociale , scusa la mia bava, ma di sociale tu non sai c'è solo un fottuto sputo senza voce,qui si parla di civiltà ma ognuno se può vende il suo cielo col fottere del prossimo,non c'è nulla jo che annebbi il confine, anche il sole svezza luci che ammassano le menti delle ombre oltre oltre gli occhi dei cuori,siamo vivi ma dimenticati animali in cerca del opinione di un Dio che non si becca mai, ed è rinchiuso sugli altari delle stanchezze firmate di peccato,prendi jo un altro bicchiere disertiamo il cavallo del destino e rincorriamo il vivo delle donne,facili ma vere da morire,poi sballiamoci da uomini e vedi che non ci troviamo?Io ho la mia droga e tu la tua,dai viva la sete e sobria la vita ,come per il pane e la fatica per un pezzo misero di mollica bandita,che spara e punge si fa male piange, ma non per ore,ma per il tempo che sembra sempre una lacrima incontentabile che morde forte come un rompicoglioni ,che si sbarazza di ogni progetto e corrompe i programmi, si beffa come lo stato che attualmente jo è una vera malattia,qua giù si vive bloccati ancora dalla tirannia di e chi comanda sono persone che in se stessi non sono mai stati, si divertono sulle valige dei sacrifici, come sempre e poi si raccontano nelle blu del sabato sera. Jo era tempo che non ti parlavo ma qui la vita pende ed inchioda il manifesto di morte sugli spazi dei sognatori,che dice io non sono più un viaggio di vita per i sogni,se vuoi un sogno spingilo nella valigia sali sul treno con le tue mani bucate superando la maniglia del impedimento e se ci riesci inventati un destino migliore.
Ciao jo qui è tempo ma non di stelle, tu continua nel brillare lassù non ritenerti mai uomo farai più bella figura,credimi il tuo perenne amico.Il Niente.

Caro Jo.

Caro Jo.

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Salvatore ciaramellla - in Poesie e Libri.
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