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15 gennaio 2015 4 15 /01 /gennaio /2015 13:58

Amore mio.

Amor sottil ricordo, alati col vento,
alleati nell'intreccio
sullo sguardo.E lei bella sull'ultima onda riflessa della luna,
il cuor di carezza d'anime
nelle arie di cure,
soffi e sospiri,
labbra tra densi sapori,
alanti dentro le fiamme dall'emozione,
negli occhi l'amore, lei, si lei,
due labbra alla deriva
col calore caldo incisa
di brivido sensuale,
ti amor, un tocco alla luce col nudo
gocciolante della passione,
le discendi delicata,
tra anima e mento e lei poggiata sul soffiar
di parola, lenta, che s'elevò con ali dall'anima, sulla sua bocca. Amore mio.

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Salvatore ciaramellla - in poesie inedite.
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3 gennaio 2015 6 03 /01 /gennaio /2015 11:54

Una zolla nel mio cuor
quella dolce donna che appannò
le mie vedute d'amor e mi calpestò l'anima che era un giaciglio,
ancor ancora si la voglio in quel vento
ammirevole nel suo soffio dondolante, la cerco,
che è cura e vita la navigo sommersa di sogni
le spargo fiamme nelle cupole melodiche,che solo se penso
io con lei ne muoio e mi sorvolo, nelle vie,
ho un'animo in lei da raccontare una traccia sospirosa
l'amor che dio scrisse sulle mie labbra per la prima volta, or credo,
sento, mi immaginino e sopporto sembro quell'amante che segue il ragazzo innamorato di allora, si per la mia prima volta quando tentennavo e sfumavo e lei fuggiva ancora,prima dell'allietante e tenero sapore d'un dolce bacio,
nel sentirla dentro andare via era perdere un caro soffio vento sabbioso,
io con lei,
un giovincello in quella giovane d'adesso col cuore a riposo,
adesso son rispetto un'uomo di principio e per adorare e adorarsi
se posso sarò un faro sulla terra aspettandola da un'onda,
oppure rimarrà quel sogno tramutante di tempeste nei tramonti si dei miei mari e tra venti ed oblii la cercherò remando i mari dei paradisi.

Virna lisi.

Virna lisi.

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Salvatore ciaramellla - in poesie inedite.
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27 novembre 2014 4 27 /11 /novembre /2014 02:12

Lì sul crepaccio si dissangua
il mio dolore e corro,
contro l'audace vento del dissapore,
more le tue dolcezze perdute,
aghi le tue carezze rinate,
sull'estremità dipinta nell'immagine d'un'altra pelle, 
corta si posa sul viso la mia lacrima nera,
scende s'appresta e corrompere sa di follia.
Tu eri la vita mia,
or sei il funerale scontroso di questa amata gelosia,
morbosa tra pensieri, ora sei morta scorticata come nel ricordo di quelle  dannate unghia acclamate,dalla fonte della nostra amata perversità, 
riposta adesso nel misero cuscino di un retroscena, ti guardo nella notte da un sipario di polvere e mordendo la rabbia sbattuta di tavole marce su un palco bruciato nel ricordo notturno, si notturna sei e ti vorrei adesso,tu che nevichi gelo e manchi più di allora,perchè m'appari e splendi sulle soglie delle voglie mie fredde e dolci adulanti ed eleganti, ma perdute di piacere, nel toccar che odo e udire ne sento irrompere la tua mancanza viva ancora in me, sul tuo indemoniante sospiro azzardato,sull'eco mio morente della tua bocca inebriante cader genuflesso nelle onde della mia scialuppa di vita or angosciata da questa lacrima amara di malinconia.

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Salvatore ciaramellla - in poesie inedite.
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21 novembre 2014 5 21 /11 /novembre /2014 10:37
Tutto nasce dalla forza di vita,se ascolti il senso naturale della sua luce.

Tutto nasce dalla forza di vita,se ascolti il senso naturale della sua luce.

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Salvatore ciaramellla - in poesie inedite.
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21 novembre 2014 5 21 /11 /novembre /2014 10:21

Tocchi di voce.

Filtra e slitto, l'ascesa di apparsa corsa e tu con gli occhi nel ciglio di raggi,
bella come il cinguettar d'un passero felice d'albe, t'aggrappi nell'ossa d'un evaso amor morente per l'anima incolta di dolore,ed io coperto nell'irrigare spinato di viso terreno dalla frusta di tremore, so rabbrividire di gioia te,che mi raccogli coi tocchi di voce
Si raccogli nel buio una lacrima dei miei occhi,che sorridono per te amata mia, il sonno dorme e tu un sogno vivo che tocco nelle vere labbra d'amore, m'abbandono nella notte nel amato tuo cantore e, steppe ruderi i solitari pensieri, io possiedo solo il tuo,nell'eco denso e liscio che sboccia lento nel mio come un fiore , chi sei io so, sei l'amor germe del mio selvaggio disboscato fiore, 
cos'è quel viso scosso nell'immagine del mio tempo schizzinoso ed acuto come betulle senza la guida del tuo vento , io semino per le facce di figure di abituanti malanni, e tu aspetta ,no si serena non andar via pazienta,viso di donna mia,
io lo dico sol con te , questo io, ma con te sento nell'anima tocco e tu parli ai miei occhi, li tocchi ed il toccare è solidale all'universo, nel dono più miracolato
non e se mai negato nell'esser d'un viso e ne sguardo e tu regina mia piangi l'immune, un'unico peccato molto buio e dolente e nel dolore s'acceca sul cuore l'alberata e germogliata incantevole tua bellezza. 
Mentre spiovo con un sorridere di sole che correre ad ammirare l'ascendere della tua voce sull'impatto di privilegio d'amor che tu mi doni, 
mia amata incarnata pura donna mia.
S.C.

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Salvatore ciaramellla - in poesie inedite.
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21 novembre 2014 5 21 /11 /novembre /2014 10:18

La faccia colma dell'aspro.

Slacci di paure,
sono fatte di vento le mie ali, 
nelle vele della notte ondeggio e giro il cuscino 
e non c'è onda che si appoggi e svegli
le foci del cuscino.
Son pochi i sensi nel soffio 
di un soffiar coraggio al timore d'un pensiero,
ne sono sprovvista,
non ho un fiume di parole 
e non ho la riva di una rima 
che trabocchi una frase nel vaso 
che m'aspetti per un fiore
con negli occhi un tetto desto di sole,
ma rendo ancora, 
sono e coll'umore desolata ormai molto coatta, 
ma si è vita, 
colorato anche di polvere un pò prima di dormire,
ti guarda e guida nel lungo l'intonacare d'agonie,
poi sbalzi in un colpo senz'avviso con gli occhi fragili di tosse,
mentre nel buio s'accende la viscida domanda 
che cerca di caderti addosso domattina da vera, 
poi ti chiede e t'osserva col travagliare dei sogni 
e lì si ferma, avvisa e vede il tuo viso intrigarsi ,
lì ti svende e ti peggiora 
vendendoti il pane di vita duro, 
come le prime parole, di suono armonico,
in voce opaca, nel chiarire poca morbidezza di toste delicate pazzie.
Lì, una donna che ama, 
è fine se è vedova nel cuore, 
lo è anche di stanze,
ma che è pur sempre famiglia 
ed è misera d'odio,
ma col cuore rosso di una timida e dolce guancia tinta di mamma, 
lei che rende alla vita,
vivendo e non si priva l'anima d'amore, 
per la colma faccia dell'aspra gente 
e della sua violata sentinella di vergogna.

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Salvatore ciaramellla - in poesie inedite.
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14 novembre 2014 5 14 /11 /novembre /2014 20:30

Diamo tanto in noi, io e lei.

Da che sono io,
tu sei parte di te,
da che sei te,
io son vivo ed amo,
tremo e godo col mio passo
nel mio pezzo di mondo
sono uomo,
non d'ore e neppure di passaggio,
io peso un cuore e ci affianco il mio
e lo ritrovo saggio uno sbaglio umano d'umore,
se mente è solo per il bene di un ti amo,
che nasce e agisce dalle vene
e da un profondo profano,
che dosa parole raccolte di carezze,
mentre versa premure per fotografare cure
e dare segni di forza alla donna che vivo in me,
che sogna me,
perdendo il filo di un discorso
nelle labbra del bagliore
e m'ama come ama la luna,
sotto un cofano di stelle,
t'inventava la confusione
per spuntare in un abbraccio,
io con lei confondiamo i modi del comune,
siamo sogni, una succursale ribellante
all'ambita paura
e il confesso travestito di perverso,
non siamo sesso,
ma l'agonia di chi sa vivere perché ama
ed è per questo che siamo io e lei
e tutto il mondo non saprei,
ma in noi s'alza lo spirito d'intreccio
che dal senso ci fa innamorati.

Io e lei.

Io e lei.

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Salvatore ciaramellla - in poesie inedite.
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28 ottobre 2014 2 28 /10 /ottobre /2014 17:27

Petali di sogni.

Sogno puro
chiara armonia di luce,
Eterna e viva vita vera di cuor,
dal passo tenero soffice ,
tu , quel petalo di rose che vola tra luccichii di lucciole,
Immersa nella nostra immensa vita ,
divina di labbra dolci , curate da doni d'eterne premure e carezze innamorate.

Petali di sogni.

Petali di sogni.

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14 settembre 2014 7 14 /09 /settembre /2014 07:37

Tu ombra d'una ferita.

Dammi tempo,
dammi tempo
e poi ne è passato tanto,
quanto perdo quando piango ed è tutto,
poi quel che viene, prendi,
perdo tutto e vai,
tu vai via col viso del mio rimpianto,
ora era adesso,
qui in una lacrima,
smossi vento sul mio fango,
qui adesso,
tu chissà dove,
ed io qui a pensare,
che sto a fare,
se resto qui nel rigetto
del mio mare di risposte,
ed affoga senza un'assoluzione,
un peccato era lei, l' amore.
Ed or solo mia, in una scena di cristallo,
nel momento non ho scampo,
nel tuo freddo ora è pianto,
nell'arido rimpianto geli
e coli ed ombri,
separata dalla mano mia da lontano
e riappari in un male battito del cuore.
Al tuo arrivo nelle mie braccia,
arrossivi ed or vivo la tua fine come con Dio,
poteva darmi tanto e adesso ora soffro,
dentro sento tu sei solo,
in un piangerti,
sei solo un pianto senza più parole,
tu gridi ancora forte questo amore.
Amore via dall'amore,
quanto spazio ha questa lacrima
nella tua ferita amore.

Tu un ombra di ferita.
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6 settembre 2014 6 06 /09 /settembre /2014 11:01

Nel dir di sogni.

Cadi, nel dir di sogni, 
sui prati annodati a riva di dov'è! 
Lì per lì ti fungi e frughi in un altra vita, 
inciampi nell'immaginario di parole, 
il danno d'un allietare, 
oltre, spiaccichi suoli, 
imbrachi sull'inizio silenzio, 
altre macchie di scenografia, 
col palmo dell'anima. 
T'accingi zoppo ad incidere i graffi 
e spalanchi terreno all'intreccio sottile ricordo, 
nel fluire di dov'è l'ombra del cerchio, 
nel bel mezzo d'arco di cuore 
e allacci il fiato, il lasciato sulle righe. 
S'innalza l'esercito di domande 
col sipario emotivo, 
si appresta improvvisando 
e presenta i suoi schermi di tele sui cortometraggi, 
erranti scene di bugie e l'annuncio sepolto di umore. 
Srotola e vola nei copioni d'inchiostro, 
nei tuffi sui visi di cere, 
i coli malanni d'inconsci, 
gli incroci finti col trucco di occhi baffuti 
e la maschera che pende di bastarda ragione. 
Dichiara la solitudine, 
si strema e non dà tregua 
e se manca qualcosa, 
avanza e passa da re, 
alla maschera col sorriso, 
che muore nel dir grazie dov'è nostalgia, 
sorride e muore e poi va via.

Nel dir di sogni.

Nel dir di sogni.

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Presentazione

felicia

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