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27 gennaio 2015 2 27 /01 /gennaio /2015 16:32

Arido cospiro.

Coi vellutati sapor addlciti,
nelle vie dei suoi visi nascosti,
gli ruspai passioni segrete,
le presi le braccia nelle notti cullanti,
cullandola e cogliendola di cospiri di labbra,
come un fior che rinasce,
dai suoi germogli mariti smmariti le imposi nella notte,
il sole e lei volò, su di me, sul mio corpo volarono via le incertezze,
che donna, che corpo rinato di bianco schienato
illustre sapor al cuor mio, di doni le donai le certezze
alle sue domande d'esser donna e le sferrai il palmo melato,
nel fruscio di carezze, col profumo d'un sentimento disciolto
all'ebbrezza la cielai i freddi e l'invernare mal colpito
ferito col piombar del mio ruggito, in un tocco di cuor virile
mandò via i suoi silenzi asserragliati.
Che or si sciolgono in me, in ogni notte che lei scruta nei buii
col suo corpo, il suo viso, lei ancor ferma e decorosa
in questa dannata anima mia, che mi rinnega in un'altra donna,
ancor la cospira d'inferto sgualcito amore,
lei è annodata nell'anima dolce e ferita,
io legato da povero uomo, nel dir ancor perchè è finita.

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Salvatore ciaramellla - in Poesia.
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