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INTRODUZIONE

Due corpi rinnegati dalle nostre anime,danzavamo nel peccato,le nostre ali di sangue colavano in un paradiso di peccati.

Il fascino della morte e del proibito oltrepassavano la follia derisa dal pudore delle fiamme di un mistico SESSO PROFANO sciolto da vesti talari;il sentimento era un vaso arido di poche gocce annegate nel plagio letale di chi domina la mente e il corpo con una dannata psiche.

<<Possa Dio onnipotente cancellare i nostri peccati e condurci alla vita eterna,la messa è finita andate in pace. >>

<<Padre Alan vorrei confessarmi >>

-Si suor Maggie..

Andiamo in confessionale

Maggie si inchinò

Padre Alan:

-Confessa i tuoi peccati a Dio e apri il tuo cuore sorella..

Suor Maggie:

<<Di cuori ne ho aperti e bruciati troppi nella vita,nell'orrenda mia vita.Coronata con fiamme dell'inferno e amando un solo uomo temuto per fino da satana>>

Padre Alan:

-Suor Maggie!

Suor Maggie:

<<Si Padre Alan si metta pure comodo,sento il bisogno,un bisogno di un cuore che ha bandito sangue,con ali di sangue scavammo la fossa alle nostre anime riponendo prima in una bara di proibite e squarcianti lame.

Quest'uomo indemoniato si chiamava Peter, un giovane prete col fascino della psiche e una fede coltivata nell'inferno. Mi innamorai perdutamente di Peter, amavo i suoi occhi, il suono della sua voce soave, ero pronta anche per rinnegare Dio per lui, ma, Peter era angelo di giorno di e demone di notte.

Peter notò subito i miei sentimenti per lui,quando mi guardava crollavano le ansie, le paure sembrava il mio rifugio perenne, la mia corsa contro vento ardeva sempre di più arrecandomi oltre ogni dannata croce.

E fu una sera..dopo una liturgia sentivo il bisogno di recitare un rosario per chiedere perdono a Dio per le mie debolezze, la mia infatuazione, ma Dio forse quella sera mise alla prova la mia anima senza ali inchiodandomi un perdono soffuso di agonia.

Le mie mani tremavano stringendo un rosario che sudava mentre dei passi venivano da dietro lentamente ma con un suono scolpito, ero seduta al primo banco dinanzi a Cristo, il suo dei passi si spense e mi ritrovai una mano sulla spalla.. era padre Peter che con voce densa mi disse:

<< Benda la mente e scaccia dal tuo cuor ogni forma di peccato Maggie! >>

I miei occhi si accesero.

Presi la sua mano dalla mia spalla e la unii alla mia facendolo chinare accanto a me.

Il mio cuore palpitava tra lenti sospiri, le ave Marie dettate solo dalla mente, la debolezza non diminuiva, gli occhi di Peter irradiavano una luce sovrumana che ancor oggi non saprei definire.

Peter iniziò ad interrompere le mie preghiere guardandomi dritta negli occhi e dicendo:

<< I tuoi occhi affissano il mio talare bruciando astio tra me e la fede che gira intorno a noi, e so che la tua fede s'impicca quando ci incrociamo con occhi pieni di sete perversa e l'inno del sangue accende il calore, mia Maggie!

Poi la sua mano si alzò dalla mia scorrendo verso l'alto, con l'indice strisciava lentamente fermando sulle mie labbra, comprimendole con un tocco morbido, poi tolse l'indice e baciandolo disse:

<< Hai un sapore letale pronto per essere sciolto con il mio>>

In un balzo non so come,feci ma scappai via di corsa salendo le scale ripetendo per più volte:

- Lui è l'inferno! lui è l'inferno!

Aprii la porta della mia camera buttandomi sul letto.

Un'ondata di gelo invadeva il mio corpo tramante mentre gli occhi erano ancor perduti in quelli di Peter,anche il cuore aveva battiti che non avevo mai sentito,la mente invasa di pensieri ed infinite domande su cosa potesse accadere al nostro prossimo incontro,poi mi addormentai con il rosario tra le mani.

Durante la notte feci un sogno;sognai un angelo con gli occhi neri e un paio di ali sporche di sangue,mentre volavano gocce di quel sangue cadevano a terra e ogni goccia diventava un fiore di fuoco.

Al mattino mi svegliai colpa di paura, era un mattino di pioggia,mi preparai e scesi per la dottrina liturgica insieme a tutte le consorelle.

La liturgia,come tutte le mattine era celebrata da padre Peter.

Dall'altare Peter sembrava una mistica voce,il suo talare era sbiadito dalla mia visuale che penetrava intensamente nei suoi occhi, mentre leggeva il passo del granello di senape, la sua voce era come un'eco dentro di me,un'eco di conforto con doli di cuore ripetevano la sua voce:

<<La Fede rafforza,ha una forza al punto tale che dice ad un grandello di senape

-Si albero, sradica le tue radici e impianta la tua fede nel mare! >>

Quel passo,celebrato con armoniosità,inteneriva il mio cuor, vedevo in Peter un angelo del mattine non pensavo alla bestia che potesse essere.

Durante la liturgia arrivò il momento della comunione, mi alzai dal banco mettendomi in fila, le mie gambe tremavano ad ogni passo quando poi, nel prendere l'ostia, Peter al mio Amen sussurrò:

"Stanotte ci sarà un tramonto"

Non capì cosa voleva dire,ma mi inquietò.

Finita la messa iniziai la mia solita giornata nel monastero,rastrellavo le foglie nel giardino, un giardino bello grande senza recinzioni che abbracciava un bosco. Alla fine del bosco c'era una piccola cittadina in cui mi recavo poche volte tanto che ne conoscevo a mala pena il nome Poitiers.

Nel riporre le foglie nel bidone notai una scatola un pò più grande di una mela di colore rosso, mi incuriosii tanto che subito l'aprii.

Fu terribile! Nella scatola c'era una farfalla molto grande con le ali unite da uno spillo.

Gettai di colpo a terra,con una forte paura, sia la scatola che la farfalla la quale non so come fosse stato possibile, si liberò e volò via.

Avevo un enorme terrore anche perchè non avrei immaginato che la farfalla fosse ancora viva!

Cercai di calmarmi, di tranquillizzarmi, mi sedetti a terra con il cuore intumefatta per la paura.

Dopo pochi minuti, investita da un vento forte,scoppiai in un enorme pianto,ero inorridita e scossa, asciugai le mie lacrime con le mani e mi stupi.. tra le mani bagnate di lacrime c'era un pò di colore rosso.. erano gocce di sangue!

Alzai gli occhi vedendo quella farfalla che volava sopra la mia testa.

Padre Alan:

<< La sensazione che prova è paragonabile al terrore!>>

Certo scioccante,Maggie!

Mi feci forza,presi il rastrello e il bidone e andai a riporli al loro posto, salì in camera mia, mi lavai con addosso ancora le paure pensando anche alle parole sussurrate da padre Peter, che rimbombavano ancora nella mia mente:

-Stanotte ci sarà un tramonto!

Non immaginavo cosa potesse accader' quella notte, ma di certo non pensai ad un qualcosa di buono.

Nel convento,solo per il pranzo,si preparavano pasti caldi per i senzatetto,avevamo una mensa ampia e dopo aver distribuito si pranzava anche noi suore.

Durante l'ora di pranzo mi ero un pò rasserenata,forse per il da fare che c'era assimilavo attimi sereni,anche se passò l'orrendo.

Calò il buio con un cielo pieno di stelle e una luna piena di bagliore.

Mi recai in chiesa,mi sedetti come sempre al primo banco,c'erano alcune persone che lodavano e qualcuno che si confessava.

Nel confessorio c'era padre Peter ma io continuavo il mio rosario, ma in verità vagava tra i miei pensieri la scena del giorno precedente,immaginavo quell'istante con Peter mentre mi toccava le labbra, sentivo il cuore in gola e tremendi brividi.

Ma poi così assorta nei miei desideri,si svuotò la chiesa senza che io me ne accorgessi,mi ritrovai Peter dietro di me seduto nel secondo banco...

In verità ero un pò più preparata psicologicamente anche perchè nel convento era facile incontrarsi.

Anche lui pregava,dalla voce sembrava sereno solo che lui pregava in latino,lingua che io non sapevo ne parlare ne tradurre.

All'improvviso sentii un leggero soffio sul mio collo, incuriosita mi voltai e vidi che a padre Peter pendeva qualche piccola goccia di sangue dalle labbra,mi alzai e presi dalla tasca il mio fazzoletto,dicendo:

-Padre dalla sua bocca pende una goccia di sangue.

Peter si alzò,anche io ero in piedi e con la mano alzata gli porgevo il fazzoletto,lui lo prese, ma non si asciugò le labbra,lo aprì ma poi piegarlo come una ferza di stoffa.

Io immobile,mi sentivo una statua,in me solo un respiro profondo continuò,forte e trattenuto dal silenzio.

Peter col fazzoletto mi bendò gli occhi legandolo,io muta,in silenzio con gli occhi invasi da un profondo buoi,sentii sulle mie labbra le sue labbra bagnate di sangue.

Un bacio tenebroso ma in verità mi eccitò molto... io ferma e gelida, lui continuava a baciarmi ed il sangue colava sul mio petto, ero incantata mi piaceva Peter ed i suoi baci, e più mi baciava più immune e inondata dalla sue fiamme:amavo quell'inferno!

Poi Peter si staccò e disse:

<<Stanotte ci sarò un tramonto! Lascia la porta della tua camera aperta verrò a prenderti>>

Tolsi il fazzoletto dagli occhi lui era sparito.

Io con il cuore marcio e con un incompleta eccitazione presi le mie ossa con le mie ragioni, in un pensiero felice ed infelice, scrutavo un senso di spiegazione, ma non emergeva nessuna traccia, ero solo stupefatta dalla sua follia che secondo me andava oltre.

Mi incamminai verso la mia camera con i piedi gelidi e un calore sul petto, un petto ancora colato di sangue.

Arrivata in camera la porta era aperta, sul letto c'era un fiore,una primula viola con piccole gocce di sangue sui petali.

Non capì cosa potè significare ,se fosse un gesto romantico o un altra tremenda follia, e mi chiesi anche chi e come avesse aperto la porta della mia camera.

Feci un lungo sospiro,mi tolsi la veste e andai in bagno per lavarmi,mi lavavo pregando Dio,chiedendogli perdono e di liberarmi dal male, di purificarmi l'anima, di abbandonare le oscene debolezze sulla mia strada.

Le mie preghiere non servirono molto,infatti nuda sul letto e ancora eccitata dal bacio di Padre Peter, il mio primo bacio,sentivo un forte calore ardere dentro me.

Iniziai a sfiorarmi i seni e con le mani soffiandoci sopra, non ero in grado di comandar i sensi del mio corpo a punto tale che la mia mano scese sulle grandi labbra immaginando Peter su di me,invasa dalla sua immagine penetrante mi eccitai fortemente e godevo del mio stesso pudore.

Mi addormentai senza che me ne accorgersi,durante la notte feci un sogno strano, sognai quasi la stessa scena della farfalla del giardino del convento solo che non ero io nel sogno ma Peter, che urlava con il viso sanguinante e sopra di lui uno sciame di farfalle con ali di sangue che gli volavano contro...

Padre Alan:

<<Comprendo lo stato del tuo corpo sofferente e debole è la paura che emergeva in te, ecco perchè facesti un incubo, il tuo corpo allietava un'eccitazione umana,ma la mente e il tuo cuore solo timori>>

Prima che il sogno finisse mi svegliai per il rumore della porta che si apriva lentamente,iniziai a tremare subito,ma vedendo Peter mi ripresi, mi alzai dal letto, lui non era vestito con il suo talare,aveva un abito nero senza colletto bianco, mi diede una sacca ed io chiesi cosa ci fosse dentro, lui disse:

<<Sono abiti mettili e andiamo. >>

Io chiesi, colpita dove dovessimo andare.Mi rispose di non far domande Peter e di vestirmi.

Andai in bagno, apri la sacca, dentro c'erano una gonna lunga di colore nero e una camicia viola con soprabito nero molto semplici a tinte unite senza ricami.

Uscimmo dalla mia camera in silenzio,scendemmo le scale e dietro il sottoscale c'era una porta che non avevo mai visto.

Peter aveva le chiavi ed aprì lentamente.

Entrammo e la rinchiuse, camminammo in questo corridoio lungo e stretto molto oscuro,alla fine del corridoio c'era un altra porta, Peter l'aprì e ci trovammo molto distanti dal convento,nel mezzo di un cortile se così potrei definire.

C'era un auto, salimmo facemmo una mezz'ora d'auto in assoluto silenzio.

Ci fermammo vicino ad una piccola chiesa abbandonata il posto era molto isolato e circondato di muschi di erbe. Entrammo in questa piccola chiesa distrutta.

Per entrare Peter spostò dell'erba rampicante con le mani e subito ci trovammo all'inizio dell'entrata della chiesetta.

Nell'entrare la mia sensazione fu di vivere in un incubo anche se il fascino della curiosità prevalse con l'emozione. Camminammo verso l'altare la chiesa non aveva statue, ma solo dipinti,affreschi dell'epoca dell'ottocento molto strani e trascurati, il dipinto che mi incuriosì era un leone con delle corna sulla testa e un orso con le ali che gli volava contro in un cielo dipinto di nero con entrambi sole e luna.In fondo al dipinto piccoli diavoli inondati da fiamme che bruciavano i loro corpi.

Arrivammo all'altare e lì davanti Peter alzò una botola che nascondeva una discesa fatta di scale. Mi indicò di scendere e far silenzio, lo seguì.

Alla fine delle scale c'era un androne con una tavola a centro e una dozzina di persone incappucciate e vestite di nero nello stesso modo di Peter.

L'androne s'illuminava con torce di fuoco di pareti molto grezze, le persone immobili e guardavano ma non riuscivo a capirne neanche il sesso.

Peter s'incappucciò anche lui e si sedette a capotavola io ero in piedi gelida, ero molto confusa e i miei pensieri assenti regnava in me solo paura!

Ad un tratto arrivò, non capii da dove una donna nuda con la testa coperta da un cappuccio bianco con una croce viola incisa nel centro degli occhi.

Questa donna,molto prosperosa si sdraiò sul tavolo allargando le braccia, gli altri rimasero sempre seduti mentre io immobile, guardavo con attenzione, ad un tratto le persone sedute si alzarono scambiandosi di posto e girando in torno al tavolo, si fermarono e uno di questi salì sul tavolo denudandosi iniziò a toccare e penetrare la donna, gli altri giravano lentamente piani sussurri:

-Tramonta la notte!

La donna sospirava emettendo piccole urla silenziosi mentre l'uomo godeva,sembrava un diavolo che violentava un angelo consapevole della goduria.

L'uomo si fermò alla fine dell'orgasmo e un altro uomo, al suo posto, iniziò un altro rapporto diverso da quello precedente.

Egli inginocchiò la donna con le mani sul tavolo e la penetrò mettendo le mani sul collo.

Ella sembrava che non soffrisse affatto.

Continuò così per tutti e dodici rapporti consumati con una sola donna, mi sentivo nell'inferno avvolta e confusa,sudavo freddamente per fino con la mente, chiedevo infiniti perchè.

Padre Alan:

<<Ma Maggie perchè non denunciasti??>>

Maggie:

<<Facile dirlo così in due parole!>>

Finirono le loro diavolerie perverse e Peter si avvicinò portandomi via.

Salimmo le scale,uscimmo fuori con il buoi della notte,salimmo in auto ed un mio urlo, un grido di sfogo assalì Peter dicendo:

<< Chi sei satana con i suoi demoni? cosa vuoi da me?>>

Lui mi coprì la bocca con uno schiaffo, poi mi strappò con forza i vestiti iniziando a baciare tutto il mio corpo. Nell'abbassare il sedile mi penetrò ed io tra lacrime e grida perdevo la mia verginità.

Era bello essere posseduta da un uomo per la prima volta.

Peter sciolse tutti i miei ghiacci di dolore e riscaldando la mia pelle con la sua virilità.

Ero con l'anima inerme e col corpo dolente, un cuore violentato da un uomo orrendo che mi donava piaceri mai provati, e bruciavo con lui un sapore tenero di fiamme,

Alan:

<<Dio Santo!>>

Svenni per il forte dolore e per il piacere s'intrecciavano, in me.

Mi ritrovai sveglia al mattino in camera mia coperta dalle lenzuola fino al collo,mentre il viso era ancora secco per le lacrime versate.

Mi alzai dal letto con un corpo dolente ed un anima vuota.

Ma il cuore! Il cuore! Era lui l'ingannevole cavaliere che si perdeva sempre nell'infauto della benevole dolcezza del pudore mai provato.

Feci un bagno caldo e scesi in chiesa per la liturgia.

Era una giornata molto calda colma di sole,il giardino rifletteva il profumo del giorno,entrai in chiesa.

Peter stava per iniziare la liturgia, feci il segno della croce e mi sedetti quasi nell'ultimo banco, era sempre molto assente Peter sull'altare, in lui vedevo e sentivo sempre la presenza della sua voce e dei suoi occhi, un puro spirito penetrante e pieno di fede.

La mia anima,anche se giù negli abissi come un relitto ascoltavo la sua voce come echi,risalendo,cercando tra un mare confuso chi ero e cosa nuotava nella mia vita.

Dall'altare la sua voce spiegava la parabola delle dieci vergini.

Il suo spirito molto profano nel coinvolgere la credenza di Dio era una fonte divina un calore che potesse abbagliare anche un cieco.

Finita la liturgia mi recai in giardino per le mie faccende per poi andare in mensa.

Mentre rastrellavo foglie come era mio solito fare si avvicinò un'anziana signora che mi disse:

<<Tu rastrelli foglie che il vento lascia cadere. ma quante foglie il vento, anche quando è forte.non riesce a far cadere? E di chi sarà la forza delle foglie o del vento?>>

Le risposi così senza pensarci tanto:

"Della natura"

Era una dolce vecchietta che aspettava passeggiando l'ora della mensa.

Terminai di pulire il giardino e mi recai nella mia camera per rinfrescarmi, poi scesi in mensa.

La mensa, quel giorno era quasi piena

Le consorelle non sembravano molto serene come se nell'aria ci fosse qualcosa che non andasse.

Le vedevo con sguardi spenti,e tramontati di poca luce, ma forse era solo un semplice punto di vista.

Io, quel giorno, ero addetta a versare minestra e quando venne il turno della vecchietta, questa sorridendo mi diede un piccolo biglietto, poi prese la sua scodella e se ne andò in silenzio al tavolo pranzando.

Versando gli altri pasti aprì il biglietto velocemente, c'era scritto:

"Vola lontano da questo posto!"

Subito mi intimorì on mille pensieri chiedendomi perchè dovessi andare via e il perchè l'anziana mi avesse scritto quelle parole sul biglietto.

Pensai molto a quello che l'anziana mi aveva detto in giardino.La frase sulle foglie e la forza sul vento, la mia risposta banale,forse un pò troppo banale per il senso della frase sul biglietto.

Osservai l'anziana per tutta l'ora del pranzo, decisi di parlare con lei e non volevo perderla di vista.

Finì l'ora l'anziana si apprestò ad uscire dalla mensa,io la segui fino al giardino chiamandola:

<< Signora, signora>>

Lei si fermò,aveva degli occhi di ghiaccio, le chiesi subito con un respiro tremante: perchè quel biglietto?E perchè devo volare via da questo posto?

Mi guardò con uno sguardo imponente e deciso di chi sprigiona la sua ira dicendo:

<<Tu sei l'ultima farfalla prescelta mentre la penultima ha le ali di sangue>>

Maggie

-Chi e perchè farfalla?

Anziana:

<< Anch'io tempo fa ebbi uno spillo nelle ali, e quanto sangue versai sulle ali di una farfalla, questi preti indemoniati e dall'altare sembrano avere spirito e anima, sono in realtà anime di uomini che iniziano un cammino religioso con il corpo debole come tutti gli altri umani e il loro cammino maschera bisogno, lo sfogo,la goduria e i loro tramonti sono la notte.

Maggie:

<<Tramonta la notte! allora conosci quel convento abbandonato?>>

Anziana:

<< Questo convento fu costruito nel secolo scorso inizialmente era una prigione di preti che si perdevano nel pudore di donne e uomini addirittura bambini.

Venivano carcerati,torturati e spesso qualcuno non resisteva e per pietà lo bruciavano nell'ultimo tramonto della notte dei suoi peccati.. farfalla vai piano che ti prendo non scappare, vai piano farfalla! >>

E l'anziana se ne andò pian piano.

Non potevo credere all'anziana visto che avevo capito che aveva problemi mentali, anche se ero convinta che lei qualcosa sapesse.

Così decisi di parlare con qualcuno e decisi di farlo con le mie consorelle.

Le raggruppai nella mia camera invitandole con la scusa di una preghiera,loro vennero,era sera, eravamo in tutto una decina di suore, inizia a far qualche affermazione:

<<Cosa pensate su Padre Peter? >>

Ad un tratto sprofondò silenzio...

La mia camera sembrava un deserto pieno di sole quando all'improvviso una delle sorelle iniziò a piangere dicendo:

<< è un'orco!! Un mostro!>>

Io l'abbracciai dicendo:

<< Sfogati pure e voi,spezzate questo maledetto silenzio!!! Dì chi è davvero Padre Peter>>

Alle mie parole ognuna di loro iniziò a parlare e a raccontare la macabra boia vissuta del terrore.

Tutte e dieci le suore avevano subito violenze letali come quelle mie e avevano visto la mia stessa scena nella chiesa abbandonata,i loro racconti orrendi più sofferenti del mio a tal punto che le zittii dicendo:

<< Basta quest'inferno deve svanire! >>

Parlai alle suore dell'anziana chiedendo come facesse a sapere del "Tramonto di notte" e raccontarono che l'anziana da anni aveva perso il 70% della vista e che avesse problemi mentali seri,causati dal'aver partorito una figlia di cui non si è mai saputo chi fosse il padre e che gli avevano tolto a causa del suo handicap, dovuto ad una caduta in giovane età. La ragazza rincorrendo una farfalla cade in un crepaccio finendo giù in un muschio spinato, mi dissero anche che le altre persone della chiesa abbandonata non erano preti,ma persone di alta borghesia che prenotavano le loro meschinità tramite la confessione,questi borghesi erano intoccabili per le loro beneficenze fruttifere alla chiesa!

Subito mi allarmai dicendo:

"Dobbiamo fare qualcosa!"

E in poche dissero:

<<Certo>>

Padre Alan:

"Che coraggio!"

Una suora do nome Miriam che sembrava la più silenziosa disse subito:

<<Organizziamo un piano.. Io so che queste bestie s radunano una volta al mese più o meno, organizziamoci!>>

Con la metà delle suore organizzai un piano,mentre l'altra metà se ne andò per la vergogna e se il fatto venisse a galla sarebbe stato uno scandalo per il convento!

La cavia per incastrare i diavoli ero io, visto che io ero stata l'ultima preda.

Miriam poi disse:

<<Se arrivi al punto tale di un limite agisci, se puoi, con violenza>>

Il giorno dopo sembrava tutto sereno così come per i giorni successi finchè un pò prima della fine del mese cominciò il nostro piano.

La mia era la solita routine:rastrellare il giardino dopo la liturgia mattiniera, mensa preparare per i senzatetto e la sera recitavo il rosario preparandomi come cavia.

Fu così che in una di queste maledette sere mi sedetti al banco e guardavo quei porci confessarsi per il loro inferno,pregavo fissando negli occhi Peter da lontano.

Mentre i porci peccatori andavano via sentivo i passi di Peter da lontano con un rumore avvicinarsi sempre di più,si mise dietro di me.

La chiesa silenziosa Peter disse:

<<Tu osi troppo e chi osa può restare vittima dei suoi azzardi>>

Maggie:

<<Con questo cosa vuole dire Padre Peter? >>

Peter:

<<Se per te ciò che hai veduto è l'inferno apri le tue ali e vola lontano prima che si sporchino di sangue>>

Maggie:

<<Tu hai amore solo dall'altare e usi la divina parola di Dio per coagulare i tuoi mali, sei un angelo mascherato,un demone mendicante del male che non ha corpo ma solo fiamme perverse di peccati>>

Peter

<<Come osi!?!!!>>

Mi afferrò il collo con le mani stringendo fortemente, stava quasi per soffocarmi, quando arrivarono le consorelle urlando:

-Lasciala demone!

Gli saltarono addosso proprio come le farfalle del mio sogno, io a terra ma Peter con la sua statura e la sua forza mostrò la sua ira molto feroce, le povere minuscole sorelle sbilenche e affannate,erano sfinite dai colpi di Peter, io mi alzai presi il rosario e con forza e coraggio cercavo di strangolarlo.

Le sorelle erano a terra svenute, io stringevo forte al collo il rosario, ma Peter mi cadde addosso, il suo peso fu un grosso dolore, stava per prevalere su di me.

Nella lite cercava di nuovo di abusare del mio corpo, vidi in quell'attimo l'inferno quando poi un urlo:

<<Farfalla,farfalla ti prendo>>

Era l'anziana che gli inflisse un pugnale alle spalle, ma lui si alzò come una bestie piena di forze scagliandosi sull'anziana e dicendo:

-Muori ti mando all'inferno!

All'improvviso si udì uno sparo un tonfo.

Era Miriam .

Gli sparò contro dicendo:

<<Ritorna all'inferno Satana!>>

Venne subito la polizia.

Miriam si tolse il talare e disse:

<<Ispettore ho dovuto,stava per uccidere l'anziana>>

L'ispettore:

-Si agente Miriam farà rapporto

Ormai siamo da anni dietro questo convento e i suoi oscuri inferni mi congratulo con lei suor Maggie per il coraggio e la tenace che ha avuto,

Maggie:

<<Si,ma la donna della chiesa abbandonata chi era? >>

E' la figlia che fu portata via anni fa a questa anziana signora,suor Elisa!

Maggie:

<<Era una suora? >>

Si, la storia che racconta l'anziana è vera e che lei fu una delle ultime vittime, sua figlia non è mai cresciuta con una famiglia ma fu portata via dai preti dall'ospedale con l'innocenza di una bambina iniziò a crescere e con l'inganno della sua triste vita si è ritrovata donna,donna nel buio custodita con insegnamenti di lingue latine.

Dio però esiste davvero perchè quella donna per le troppe sofferenze ha perduto vista e udito.

Abbiamo perquisito il sepolcro della chiesa abbandonata abbiamo trovato alcune maschere di ferro per coprire gli occhi umani, questa donna è cresciuta nell'orrenda vita degli orchi,quelli peggiori che mascherano l'anima con parole di un Dio che stanotte ha messo fine a quest'inferno!

Alan:

-Orribile,Maggie!

Maggie:

<<Si Padre Alan,Orrendo!!!>>

Adesso posso avere l'assoluzione?

Padre Alan:

-Dio assolva i tuoi peccati e ti conduca alla vita eterna.

Andiamo,Maggie

Hey,tu giovanotto come mai in una chiesa che è ora di cena?

Giovanotto:

<<Volevo chiedere a suor Maggie per i canti nuovi di domenica devo portare la

chitarra?>>

Maggie:

-Si Peter portala canteremo un canto nuovo al Signore

Alan:

-Peter???

Maggie:

<<Si Padre Alan,è mio figlio!>>

Nella mia orribile storia Dio mi donò un figlio e nella mia vita ho avuto la fortuna di seguire i passi del Signore crescendo il figlio dell'Amore.

Amare è Sangue di Vita.

Amare è Sangue di Vita.

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Salvatore ciaramellla - in libri e poesie.

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felicia

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